S.S. Lazio, il punto più basso della sua storia. Io ne ho vissuti 52, di questi anni. Ho visto Lazio belle, ho visto Lazio brutte, ho attraversato gioie e amarezze. Ma una situazione disperata come quella di oggi, da parte dei tifosi, non l'avevo mai vissuta. Per un laziale, disertare lo stadio è andare contro natura. Non andare al derby è stata una delle pagine più nere della nostra storia recente. E tutto questo accade per colpa di una gestione che da anni, ma soprattutto negli ultimi periodi, sta andando in una direzione che il tifoso fatica a riconoscere come propria. Il problema non è soltanto tecnico, pur essendo vero che il depauperamento della rosa ha portato la Lazio ai margini del campionato italiano. La verità più grave è un'altra: i tifosi non si sentono più rappresentati da questo presidente. Un presidente della Lazio dovrebbe essere orgoglioso della propria tifoseria, e i tifosi dovrebbero essere orgogliosi di chi li guida. Invece tra dichiarazioni discutibili sui sostenitori, sui giocatori e soprattutto sulla nostra storia, questa proprietà ha mostrato di non amare la Lazio, di non amare chi la segue, di non amare nemmeno il suo passato. Se il mondo Lazio brucia, io non voglio rivolgermi direttamente al presidente, perché in questi anni ha dimostrato di non tenere in considerazione le richieste della piazza. Lo ha dimostrato anche negli ultimi quattro mesi, quando avrebbe potuto fare un passo verso i tifosi e invece ha scelto di non farlo. Quando dichiara «ce ne faremo una ragione se i tifosi non vengono» si capisce tutto: una situazione che a lui, in fondo, sembra andare bene. È come dare la colpa al tifoso se in futuro non arriveranno determinati giocatori, come se l'esodo dagli spalti fosse un abbandono e non una protesta. Lo voglio ribadire con forza: i tifosi della Lazio sono straordinari e non hanno abbandonato la squadra. Sono vicini alla squadra. Sono contro questo presidente e contro questa gestione. Il tifoso laziale è uno che, storicamente, è sempre stato vicino al presidente, alla proprietà, alla dirigenza. Vuole sentirsi un corpo unico con la squadra. Se al tifoso della Lazio non racconti frottole, se sei trasparente con lui, lo trovi pronto a riempire l'Olimpico in ottantamila e a seguire la squadra in trasferta in diecimila, a prescindere dai risultati. Certo, i risultati contano, soprattutto per le nuove generazioni, che hanno bisogno di sentirsi rappresentate da campioni che oggi non abbiamo. Ma il tifoso storico è già lì, non chiede di vincere a tutti i costi. Chiede di essere orgoglioso dei propri colori, di una storia lunga 126 anni, di nomi come Piola, Lovati, Mihajlovic, Giuliano Fiorini, Giorgio Chinaglia, Vincenzo D'Amico, e anche, lasciatemelo dire, di mio padre. Tutte persone che hanno sudato sangue per questa maglia, magari sbagliando anche in qualche occasione, ma con un attaccamento ai colori sempre evidente. Se posso permettermi di dare un consiglio al presidente, e soprattutto alle persone che lo circondano, è semplice. Ditegli di fare un passo indietro. Ditegli di ascoltare. Ditegli che deve farlo per il bene della Lazio, dei tifosi, dell'intero ambiente. Un altro passo indietro, e forse potremmo ancora salvare la Lazio.
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S.S. Lazio: Lotito, un presidente che non rappresenta più i tifosi - Il Tempo
S.S. Lazio, tifosi disperati, Lotito non rappresenta più la squadra, la storia e la tradizione. La situazione è disperata, i tifosi non si sentono più rappresentati.
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